Alluvione, Alice Parma (Pd): “Concluso il 73% degli interventi di ricostruzione. La Regione è pronta con il Piano di riduzione del rischio idraulico e idrogeologico da presentare al Governo. Ora le opere di prevenzione diventino realtà. Anche nel riminese”
22 settembre 2026

“Dalla risposta all’interrogazione emerge un dato importante: l’Emilia-Romagna si prepara a presentare entro il 30 ottobre la proposta per il programma straordinario di opere di prevenzione e riduzione del rischio idraulico e idrogeologico, a fronte dei 919 milioni di euro destinati alla nostra Regione su dodici anni a partire dal 2027. Ora è fondamentale che questo passaggio si traduca rapidamente in interventi concreti”. Così la vice capogruppo Pd Alice Parma, che ha sottoscritto l’interrogazione presentata dalla collega Francesca Lucchi sullo stato complessivo della ricostruzione post alluvione in Emilia-Romagna, alla luce della prossima pubblicazione dell’ordinanza “fase 1”, della conclusione delle domande di finanziamento per la “fase 2” e delle risorse disponibili per gli interventi di messa in sicurezza e manutenzione del territorio. “I numeri restituiscono anche la dimensione del lavoro che si sta facendo e si è fatto in questi anni – prosegue Alice Parma –. Sulla ricostruzione pubblica sono programmati complessivamente 6.011 interventi, per un valore di circa 2,5 miliardi di euro, e circa il 73% risulta già concluso. Sono inoltre 360 i milioni di euro concessi per i contributi a famiglie, imprese e Terzo settore, di cui 224,5 milioni già erogati. È un lavoro importante, che deve proseguire fino al completamento delle opere ancora aperte e, soprattutto, deve accompagnarsi a un deciso salto di qualità sulla prevenzione”.
“Per il territorio riminese la sicurezza idrogeologica non è un tema astratto – sottolinea Alice Parma –. Dal sistema del Marecchia al bacino dell’Uso-Conca, fino ai territori collinari e alle aree costiere, abbiamo bisogno di una pianificazione che tenga insieme manutenzione, prevenzione, monitoraggio e opere strutturali. Lo abbiamo visto anche negli anni scorsi e continuiamo a confrontarci quotidianamente con territori che chiedono risposte e investimenti, dai Comuni della Valmarecchia e della Valconca fino alla costa, in un sistema provinciale integrato e interdipendente”. “Bene quindi il lavoro tecnico avviato dalla Regione per definire le priorità, anche in raccordo con l’Autorità di bacino. Ma proprio perché le risorse oggi disponibili per la fase 2, quasi 500 milioni di euro, saranno inferiori al fabbisogno che emergerà dalla ricostruzione, sarà fondamentale che le scelte siano fondate su criteri oggettivi e trasparenti e tengano conto delle specificità dei territori”. La consigliera dem conclude: “Il dato sullo stato di avanzamento della ricostruzione dimostra che il lavoro sta andando avanti. Ora dobbiamo fare in modo che lo stesso impegno si traduca in una strategia strutturale di prevenzione, con risorse adeguate e interventi concreti anche nel riminese. Dopo l’emergenza e la ricostruzione, la sfida è costruire un territorio più sicuro e resiliente: la prevenzione non può arrivare dopo il prossimo evento estremo”.