Demografia, Alice Parma: “Servono politiche strutturali per dare ai giovani la possibilità di costruire il proprio futuro” La Regione lavora ad una strategia organica per sostenere la genitorialità, per affrontare le trasformazioni della società e garantire opportunità a tutte le generazioni. Nei prossimi mesi la legge
27 ottobre 2026

La denatalità è una delle grandi sfide del nostro tempo e non può essere affrontata con appelli o misure isolate. Dietro il calo delle nascite ci sono difficoltà concrete: precarietà lavorativa, costo delle abitazioni, accesso ai servizi per l’infanzia e problemi di conciliazione tra lavoro e famiglia. Allo stesso tempo, l’invecchiamento della popolazione e gli squilibri territoriali stanno trasformando profondamente le nostre comunità, con conseguenze sul mondo del lavoro, sulla tenuta del welfare e sull’accessibilità dei servizi. Per questo servono politiche strutturali, capaci di accompagnare il cambiamento e creare le condizioni perché le persone possano progettare il proprio futuro con maggiore fiducia.
I dati Istat confermano l’urgenza di intervenire: nel 2025 in Italia sono nati 355.772 bambini, il 3,8% in meno rispetto all’anno precedente. Dal 2008 le nascite sono diminuite di oltre 220mila unità e il numero medio di figli per donna è sceso a 1,14, un nuovo minimo storico. Una tendenza che prosegue anche nel 2026 e che, insieme all’invecchiamento della popolazione, ci impone di ripensare le politiche pubbliche in una prospettiva di lungo periodo.
“Dietro questi numeri ci sono giovani e coppie che spesso devono fare i conti con troppe incertezze prima ancora di poter pensare a una famiglia. Se il lavoro è precario, trovare una casa a un prezzo sostenibile diventa un’impresa e i servizi non sono sufficienti o accessibili, progettare il futuro diventa più difficile. Ma la transizione demografica non riguarda soltanto la denatalità: significa anche capire come garantire benessere, diritti e opportunità in una società che invecchia, senza lasciare indietro nessun territorio”, dichiara la consigliera regionale Pd Alice Parma.
“È in questa direzione che si inserisce il lavoro che stiamo portando avanti in Emilia-Romagna attraverso l’intergruppo dedicato alla demografia insieme all’Assessora Isabella Conti, per costruire una strategia regionale organica che affronti le trasformazioni demografiche e rafforzi il sostegno alla genitorialità. L’obiettivo è superare la frammentazione degli interventi e mettere in relazione le politiche per le famiglie con quelle per la casa, il lavoro, il welfare, la scuola e i servizi territoriali”.
La consigliera dem, che sta lavorando al percorso legislativo, continua: “Già nel 2024 richiamavo l’attenzione sul calo delle nascite e sulle difficoltà dei giovani nell’accedere alla casa e al lavoro. Oggi è ancora più evidente che non possiamo separare la questione demografica dalle condizioni materiali in cui le nuove generazioni vivono. La risposta non può essere chiedere alle persone di fare più figli, ma rimuovere gli ostacoli che impediscono loro di scegliere liberamente il proprio futuro. Allo stesso tempo, dobbiamo prepararci a una società in cui cambieranno i bisogni di cura, la domanda di servizi e gli equilibri tra generazioni”.
Il lavoro dovrà valorizzare e mettere in rete gli strumenti a sostegno delle famiglie: dai servizi per l’infanzia e dai nidi al sostegno nei primi mille giorni di vita, dai consultori ai centri per le famiglie, fino alle politiche per la conciliazione tra tempi di vita e di lavoro e per una maggiore condivisione delle responsabilità di cura. Fondamentale sarà anche affrontare il tema dell’accessibilità della casa e delle opportunità per giovani e giovani coppie. La sfida demografica richiede inoltre attenzione ai territori più fragili, alla tenuta delle scuole e dei servizi nei contesti non urbani, alla formazione e valorizzazione del personale educativo e alla capacità di garantire risposte adeguate a una popolazione che cambia.
“Parlare di demografia significa parlare del modello di società che vogliamo costruire. Significa affrontare insieme denatalità, invecchiamento, migrazioni, mobilità, scuola, parità e accesso ai servizi. Non possiamo limitarci a gestire le conseguenze del cambiamento: dobbiamo avere la capacità di anticiparlo, mantenendo vivi i territori, sostenendo il lavoro e investendo sulle relazioni tra generazioni. Il nostro obiettivo è fare dell’Emilia-Romagna una regione in cui i giovani possano restare, costruire il proprio percorso di vita e scegliere se diventare genitori, e in cui ogni persona possa invecchiare con dignità, servizi adeguati e opportunità di partecipazione. Perché affrontare la transizione demografica significa preparare il futuro con responsabilità, equità e cura”
No Comments