Salute mentale. Alice Parma: “Il supporto psicologico diventi un livello essenziale di assistenza, accessibile a tutti”. Oggi informativa in Commissione regionale Salute. Per ogni euro investito in benessere psicologico, se ne risparmiano quattro di costi sociali indiretti. L’Emilia-Romagna ha fatto scelte chiare, ora tocca al Governo
3 marzo 2026

“Sulla salute mentale il tema è politico, prima ancora che sanitario: il benessere psicologico è un diritto, non un lusso. Per questo oggi ne abbiamo parlato in Commissione Salute in consiglio regionale, ascoltando l’informativa dell’assessore Massimo Fabi e dell’assessora Isabella Conti, insieme a esperti e associazioni, tra cui l’Ordine degli Psicologi dell’Emilia-Romagna e i promotori della proposta di legge sul diritto a stare bene e sullo psicologo di base gratuito. Continuo a ritenere che il supporto psicologico debba diventare un livello essenziale di assistenza, accessibile a tutti. È una questione di benessere di tutta la nostra comunità, dalle scuole ai luoghi di lavoro. E non si può fondare solo sui bonus”. A dirlo è Alice Parma, vice capogruppo Pd in consiglio regionale. “L’Emilia-Romagna in questi anni ha fatto scelte chiare. Gli psicologi nel Servizio sanitario regionale sono aumentati di quasi il 25% dal 2019 al 2025 e si arriva a oltre il 30% se si guarda a quelli dipendenti. Dopo le Linee di indirizzo per l’implementazione della Psicologia nelle Case della comunità, nel 2024 sono state erogate 41.770 prestazioni, con oltre 10.000 persone seguite e 51 gruppi di supporto attivati. Oggi oltre 130 professionisti operano in tutti i Distretti sanitari. “Sono numeri che dimostrano che investire sulla psicologia pubblica funziona. Ma non basta – continua Parma – Dobbiamo consolidare e rendere strutturale questo investimento, non con bonus a spot come quello nazionale, che è certamente un punto di partenza, ma in Emilia-Romagna ha permesso di accogliere solo il 2,61% delle domande, escludendo quindi oltre il 97% dei richiedenti. Serve agire garantendo in modo uniforme su tutto il territorio l’accesso alla consultazione psicologica primaria, con un’attenzione particolare ai giovani under 26. Dopo il Covid il disagio è esploso, le difficoltà di affermazione di sé, di accesso al lavoro, di emancipazione familiare sono aumentanti e la condizione mondiale, tra guerre e violenza, non è d’aiuto: la risposta non può essere lasciata al mercato o alle sole possibilità economiche delle famiglie. I professionisti ci sono e sono altamente specializzati. Valorizziamoli. Per ogni euro investito in benessere psicologico, se ne risparmiano quattro di costi sociali indiretti. Lo sforzo da fare è proprio in questa direzione: investire, parlarne, mettere in rete, attivare percorsi. La Regione ha aperto una strada. Ora serve una scelta politica nazionale per andare fino in fondo e affermare con chiarezza e risorse che il diritto a stare bene è parte integrante del diritto alla salute” conclude Alice Parma.