Scuola, Alice Parma: “Prima il commissariamento sul dimensionamento, poi le penalizzazioni. Il Governo smetta di scaricare sulla scuola le conseguenze delle proprie scelte” La consigliera dem porta in Aula il tema delle cattedre vacanti e del sostegno nel riminese e in tutta la Regione. Annunciato dall’assessora Isabella Conti il ricorso dell’Emilia-Romagna alla Corte Costituzionale
23 giugno 2026

“Nella provincia di Rimini risultano ancora vacanti e disponibili 187 posti tra insegnamenti comuni e posti di sostegno. È uno dei dati che ho portato oggi all’attenzione dell’Assemblea legislativa con un question time dedicato alle criticità emerse dalle procedure di mobilità del personale docente per l’anno scolastico 2026/2027. Le difficoltà non riguardano soltanto Rimini, ma interessano diversi territori dell’Emilia-Romagna e colpiscono in particolare il sostegno e alcune discipline tecnico-scientifiche e professionalizzanti, fondamentali per garantire qualità dell’offerta formativa, inclusione e collegamento con il sistema produttivo regionale. Una situazione che rischia di compromettere la continuità didattica e il diritto allo studio di tante ragazze e ragazzi”. A dirlo è Alice Parma, vice capogruppo Pd in consiglio regionale, intervenendo oggi sul tema scuola e carenza di organici in Emilia-Romagna. “Nel corso della risposta all’interrogazione l’assessora Isabella Conti ha confermato l’attenzione della Regione su queste criticità che resta comunque di competenza statale e ha annunciato il ricorso promosso dall’Emilia-Romagna alla Corte Costituzionale contro le norme che escludono le regioni commissariate sul dimensionamento scolastico da una serie di misure di sostegno previste per il prossimo anno – continua Alice Parma – Ed è proprio qui che emerge tutta l’assurdità delle scelte del Governo: prima impone il commissariamento sul dimensionamento scolastico, sottraendo alla Regione la possibilità di decidere autonomamente, e poi penalizza proprio i territori commissariati escludendoli da risorse, strumenti organizzativi e misure di supporto aggiuntive. Una doppia beffa che come possiamo vedere dai numeri ricade ancora una volta sui territori, sulle scuole, sugli studenti e sul personale scolastico. La scuola forma la società di domani, il Paese che siamo e saremo. Se davvero si vuole affrontare il problema delle cattedre vacanti e della carenza di docenti, soprattutto sul sostegno, servono scelte coerenti e investimenti adeguati a livello nazionale. Non si può fare il commissario con la voce grossa quando si decide e poi voltarsi dall’altra parte quando c’è da garantire il funzionamento delle scuole e il diritto all’istruzione” conclude la consigliera dem.