SCUOLA, ALICE PARMA (PD): “LA SCUOLA DEVE TORNARE AL CENTRO DELLE POLITICHE PUBBLICHE. L’EMILIA-ROMAGNA STA COSTRUENDO UN MODELLO, ORA SERVE UN INVESTIMENTO NAZIONALE”
31 agosto 2026

“Alla vigilia del nuovo anno scolastico dobbiamo tornare a parlare di scuola non soltanto come luogo dell’istruzione, ma come una vera infrastruttura sociale delle nostre comunità. Una scuola capace di contrastare le disuguaglianze, sostenere le famiglie e offrire opportunità”. A dirlo è Alice Parma, vice capogruppo Pd in Assemblea legislativa, che richiama le diverse misure messe in campo dalla Regione, dal sostegno al caro-scuola a “Salta su!”, da “Scuole Aperte” fino alla sperimentazione di “Settembre insieme” al via oggi, che anticipa l’apertura volontaria delle scuole primarie, e ha coinvolto circa 8 mila bambine e bambini su 42 Comuni in tutta la Regione, compreso Rimini.
“È una risposta a nuovi bisogni, al mutamento della società e al ruolo dell’istruzione in questo cambiamento: significa smettere di pensare alla scuola come a un servizio confinato all’orario delle lezioni e riconoscerla come uno dei luoghi centrali in cui una comunità costruisce opportunità, relazioni e futuro. Per fare questo, però, non bastano singoli progetti o un’idea che in Emilia-Romagna abbiamo, ed è forte: servono strumenti concreti per realizzarlo, da un cambio di mentalità ad una scelta politica nazionale accompagnata da risorse adeguate, perché ciò che oggi sperimentiamo possa diventare strutturale”.
“Il caro-scuola pesa sempre di più sulle famiglie e per questo è importante che anche quest’anno la Regione garantisca contributi per libri e borse di studio, che nell’ultimo anno hanno raggiunto oltre 74 mila studenti per quasi 13 milioni di euro. Ma penso anche all’apertura delle scuole al pomeriggio, alla copertura dei posti nido, ai centri estivi, al trasporto scolastico: sono tasselli di una stessa idea, quella di una scuola sempre più integrata con il welfare e con i bisogni delle comunità”. La consigliera dem continua: “Anche sul personale docente e ATA dobbiamo continuare a tenere alta l’attenzione. A giugno avevo portato in Assemblea, con un question time, il tema delle 187 disponibilità che risultavano ancora scoperte a Rimini dopo le procedure di mobilità, con una particolare criticità sul sostegno. Da allora le procedure sono andate avanti e in questi giorni l’Ufficio scolastico sta completando le assegnazioni e pubblicando le disponibilità per le supplenze. Ma il tema che avevamo sollevato resta attuale: garantire organici adeguati e soprattutto continuità didattica, evitando che la precarietà e cattedre costruite su scuole troppo distanti, come hanno correttamente denunciato i sindacati, finiscano per pesare su insegnanti, studenti e famiglie”.
Alice Parma conclude: “L’Emilia-Romagna sta provando a costruire un modello nuovo, che mette insieme istruzione, servizi, inclusione e sostegno alle famiglie. Ma una Regione non può sostituirsi allo Stato. Noi crediamo davvero che la scuola costruisca il futuro del Paese, ma servono risorse nazionali e una scelta politica chiara per rendere strutturali queste esperienze. È questa la sfida che abbiamo davanti”.