RIGENERAZIONE URBANA, DAL RIMINESE LE ESPERIENZE DA CUI PARTIRE PER LA NUOVA LEGGE URBANISTICA REGIONALE. Oggi l’evento “Qui c’è qualcosa che torna. Rigenerare i territori, ripensare la legge urbanistica” Alice Parma (Pd): “Non partiamo da zero: in questi anni abbiamo costruito strumenti e realizzato interventi concreti. Uno fra tutti: la Colonia Enel. Ora dobbiamo mettere a sistema questa esperienza”
24 settembre 2026

“Il percorso che si apre oggi sulla revisione della legge urbanistica regionale non parte da zero: parte da una stagione di interventi, investimenti e trasformazioni che ha già prodotto risultati concreti nei nostri territori. Ora abbiamo il compito di consolidare quanto costruito e dotarci di strumenti ancora più efficaci per affrontare le nuove sfide”. Lo sottolinea la consigliera regionale Alice Parma a margine dell’iniziativa “Qui c’è qualcosa che torna. Rigenerare i territori, ripensare la legge urbanistica” che dà avvio al percorso regionale di confronto sulla legge urbanistica e sul governo del territorio. La legge regionale 24/2017 ha segnato un cambio di paradigma, mettendo al centro il contrasto al consumo di suolo e la rigenerazione della città esistente. In questi anni questa impostazione si è tradotta in 213 interventi di rigenerazione urbana e bonifica ambientale in Emilia-Romagna, sostenuti da risorse regionali e del PNRR. “Il territorio riminese è un esempio concreto di questo lavoro – prosegue Alice Parma – Sono 17 gli interventi finanziati in provincia, per complessivi 23,7 milioni di euro tra risorse pubbliche da bando e cofinanziamenti. Da Novafeltria a San Leo, da Morciano a Santarcangelo, da Cattolica a Riccione e Misano, sono stati recuperati edifici, spazi pubblici e aree degradate, con nuove biblioteche, centri culturali, piazze, parchi e luoghi per le comunità”. A Rimini questa stagione di rigenerazione trova esempi importanti nella trasformazione del Parco del Mare e nel recupero delle ex colonie. “Penso in particolare all’ex Colonia Enel, un luogo rimasto per decenni in stato di abbandono e che oggi può tornare a essere uno spazio pubblico a disposizione della città, che dialoga con il Parco del Mare e con la direzione verso cui vogliono andare la città e la Riviera. È esattamente questo il senso della rigenerazione: trasformare aree degradate e patrimonio inutilizzato in nuovi luoghi di socialità, servizi e qualità urbana”. “È da queste esperienze che dobbiamo partire. La nuova legge dovrà consolidare ciò che ha funzionato, semplificare gli strumenti dove necessario e affrontare le nuove sfide: cambiamento climatico, resilienza urbana, abitare, recupero delle aree dismesse e trasformazioni economiche e produttive”. Il percorso regionale prevede una prima fase di ascolto e coprogettazione nei territori, con incontri nelle Province e il coinvolgimento del Patto per il Lavoro, il Clima e l’Economia Sociale, prima della definizione della proposta di legge e del successivo iter istituzionale. “La sfida è fare della rigenerazione non soltanto una somma di buoni progetti, ma un modo ordinario di governare le trasformazioni del territorio. Il Riminese ha già dimostrato che è possibile: ora si tratta di mettere a sistema questa esperienza”