PNRR e sostenibilità, Alice Parma: “Il Governo dimezza i fondi e chiude lo sportello per le Comunità Energetiche Rinnovabili: scelta incomprensibile che ostacola la transizione. A Rimini un esempio virtuoso smentisce la linea dell’esecutivo”
2 dicembre 2025

“Il governo ha operato un definanziamento silenzioso e inaccettabile delle Comunità Energetiche Rinnovabili (CER) all’interno del PNRR, riducendo le risorse da 2,2 miliardi di euro a soli 795,5 milioni. Una scelta grave, resa ancor più incomprensibile dalla conferma da parte del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica e del GSE della chiusura dello sportello per i contributi al 30 novembre 2025. Una decisione che rappresenta la chiusura anticipata della misura, in contrasto con gli impegni europei e con una visione moderna, giusta e partecipata della transizione energetica”. A dichiararlo è Alice Parma, vice capogruppo Pd in consiglio regionale dell’Emilia-Romagna, che denuncia il rischio di “vanificare progettualità già avviate da diversi Comuni, enti del Terzo Settore e cooperative che, confidando nella dotazione originaria, hanno investito per contrastare la povertà energetica e favorire l’autoconsumo diffuso”. Gli obiettivi originari del PNRR prevedevano l’installazione di 2 GW entro giugno 2026 e 5 GW entro fine 2027 di nuova potenza rinnovabile: traguardi oggi messi a rischio da una gestione “confusa e al ribasso”, che penalizza soprattutto i Comuni sotto i 50.000 abitanti, molti dei quali hanno potuto finalizzare i progetti solo negli ultimi mesi. “Serve un piano di rifinanziamento strutturale e una strategia chiara, non azioni che generano solo incertezza e frenano l’innovazione. Anche perché mentre a livello nazionale si restringono le opportunità, i territori dimostrano invece quanto le CER possano essere un motore di sviluppo sostenibile. – continua Parma – È il caso di Rimini, che ieri ha presentato ufficialmente la sua prima Comunità Energetica Rinnovabile, una delle prime in Italia a dotarsi di una produzione significativa di energia da condividere. Il progetto garantirà benefici concreti: riduzione delle emissioni, stabilità della rete elettrica locale, risparmi economici duraturi per famiglie e imprese, diffusione di tecnologie innovative come pompe di calore, colonnine di ricarica e nuovi impianti fotovoltaici senza consumo di suolo. E la partecipazione alla CER sarà gratuita per cittadini e imprese, che potranno accedere agli incentivi statali e contribuire a un nuovo modello di responsabilità ambientale condivisa. Questo è fare davvero innovazione: di fronte a esempi così avanzati e partecipati è ancora più evidente il paradosso del Governo, che taglia le gambe ai progetti in cui pubblico, privato e cittadini collaborano. Il governo dovrebbe sostenerle, non ostacolarle” conclude Alice Parma.