Casa, canone concordato e cedolare secca. Alice Parma (Pd): “Estendere gli strumenti, correggere gli squilibri. Depositata una risoluzione in Regione per difendere il diritto all’abitare ed il riuso del patrimonio immobiliare”
16 aprile 2026

“Il diritto all’abitare è una priorità che riguarda tutta l’Emilia-Romagna, non solo le grandi città. Per questo servono strumenti più equi, più estesi e più efficaci”. A dirlo è Alice Parma, vice capogruppo Pd in consiglio regionale, che ha depositato una risoluzione per chiedere al Governo e al Parlamento una modifica della normativa sulla cedolare secca. Tra gli obiettivi, estendere in modo uniforme l’aliquota agevolata al 10% per i contratti a canone concordato anche nelle aree interne, montane e nei territori colpiti da eventi calamitosi. “La proposta parte da una consapevolezza chiara raccolta dai territori: il canone concordato è uno strumento utile per tenere insieme sostenibilità degli affitti e garanzie per i proprietari, ma oggi mostra limiti evidenti che vanno affrontati. Bisogna farli funzionare meglio e renderli davvero accessibili ed equi, soprattutto dove oggi non arrivano o non producono effetti sufficienti” continua Alice Parma. Un’esigenza che emerge con forza anche dall’attualità. “I sindacati di Rimini hanno lanciato un allarme molto netto: “affitti sempre più cari anche nei contratti a canone concordato, mentre gli sgravi fiscali restano”. È una denuncia che pone un tema serio di equilibrio tra benefici pubblici e risultati concreti per gli inquilini. Ed è esattamente per questo che serve un doppio lavoro: da un lato correggere e aggiornare i meccanismi del canone concordato, dall’altro rafforzarlo ed estenderlo dove può ancora fare la differenza, come nelle aree interne e nei territori più fragili” aggiunge la consigliera dem. La risoluzione interviene su entrambi i fronti. Da una parte chiede maggiore chiarezza e uniformità nell’applicazione dell’aliquota agevolata al 10% anche nei comuni colpiti da eventi calamitosi, dove oggi persistono incertezze interpretative. Dall’altra propone di superare una disparità evidente, estendendo gli incentivi fiscali anche alle aree montane e interne, oggi in larga parte escluse. “In territori come la Valmarecchia convivono case vuote, difficoltà di accesso alla locazione e rischio di spopolamento. Qui il canone concordato, se sostenuto da incentivi adeguati e regole efficaci, può diventare una leva decisiva” continua la consigliera dem. L’iniziativa si inserisce nel quadro del “Patto per la casa” regionale, che ha già dimostrato come politiche integrate di incentivi, garanzie e accompagnamento, possano aumentare l’offerta di alloggi a canone sostenibile e rimettere sul mercato immobili inutilizzati. “La direzione è chiara: rendere il canone concordato uno strumento più giusto e più incisivo. Significa evitare che gli incentivi restino senza effetti per le famiglie e, allo stesso tempo, utilizzarli per riequilibrare territori che oggi rischiano di restare indietro. Serve un salto di qualità nelle politiche abitative: più equità, più trasparenza e più capacità di intervenire dove il mercato da solo non funziona. È una sfida che riguarda la coesione sociale e il futuro delle nostre comunità” conclude Alice Parma.